Corso Galileo Ferraris alberato, alla Crocetta
Corso Galileo Ferraris alberato, alla Crocetta. Foto: Gianpiero Actis · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Basta allontanarsi da Porta Nuova di qualche isolato e la città cambia registro. Il traffico si dirada, i corsi si fanno più larghi e alberati, le facciate diventano più curate. È la zona a sud di corso Vittorio Emanuele II, dove il borgo di San Secondo si fonde con la Crocetta: un'area residenziale e borghese, dove si abita, si studia e si lavora, e che non ha mai dovuto farsi notare dai visitatori. Via Vincenzo Gioberti, dedicata al filosofo e politico torinese del Risorgimento, attraversa questo tessuto, ed è un buon punto d'osservazione per capirlo.

Un nome che viene da una piccola croce

La Crocetta è cresciuta attorno a una chiesa, quella della Beata Vergine delle Grazie, documentata dal primo Seicento e ricostruita alla fine dell'Ottocento. Il soprannome con cui tutti la conoscono, «la Crocetta», si fa risalire ai padri Trinitari, che per lungo tempo ne ebbero la cura e che avevano come simbolo una piccola croce. Da chiesa di campagna fuori dalle mura a centro di un quartiere: il nome è rimasto, anche quando intorno la campagna ha lasciato il posto ai palazzi.

Dalla piazza d'armi al Politecnico

Per capire la forma della zona bisogna pensare ai militari. Nell'Ottocento Torino spostò più volte la propria piazza d'armi, lo spazio per esercitazioni e parate. Una prima sede fu verso San Secondo, e il borgo crebbe proprio quando, attorno alla metà del secolo, quello spazio si liberò. L'ultima, detta appunto della Crocetta, occupò dal 1872 al 1909 l'area dove oggi c'è il Politecnico.

Tolta la piazza d'armi, in quel luogo fu costruito lo Stadium, un impianto enorme per l'Esposizione del 1911, demolito nel secondo dopoguerra. Il nuovo campus del Politecnico fu inaugurato nel 1958, e da allora la vita del quartiere è legata anche a quella degli studenti. Da Casa Gioberti il Politecnico è a circa 1,1 km, una bella passeggiata lungo i viali.

I corsi e i palazzi d'inizio Novecento

La bellezza discreta della Crocetta sta nei suoi corsi. Corso Galileo Ferraris, corso Einaudi, corso Duca degli Abruzzi e corso Re Umberto sono ampi e alberati, e tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento qui si costruirono ville e palazzi per la borghesia cittadina. Architetti come Pietro Fenoglio e Giuseppe Momo lasciarono in questa zona case in stile eclettico e liberty; su corso Montevecchio si possono notare Casa Maffei e Casa Besozzi. Conviene alzare gli occhi: ringhiere in ferro battuto, decorazioni floreali e portoni scolpiti si incontrano senza cercarli.

San Secondo, il borgo verso la stazione

La parte più vicina alla stazione prende il nome dalla chiesa di San Secondo, nell'omonima via: un grande edificio progettato da Luigi Formento, avviato nel 1867 e consacrato nel 1882, che resta uno dei riferimenti visivi del borgo. Qui il tessuto è più compatto rispetto ai viali della Crocetta, e la vicinanza della stazione si sente nel ritmo delle giornate.

Il mercato e la vita di ogni giorno

Il punto d'incontro del quartiere è il mercato della Crocetta, nato negli anni Venti del Novecento e sistemato fra largo Cassini e via Marco Polo. Si tiene al mattino, dal lunedì al sabato, ed è noto soprattutto per abbigliamento, scarpe e accessori, con una parte dedicata agli alimentari. Chi viene da fuori lo visita volentieri per curiosità; chi abita qui ci passa come dal panettiere. Dal punto di vista culturale, poi, il quartiere è ben servito: la GAM è a circa 1,2 km.

Dove dormire in Crocetta

Soggiornare in questa zona significa dormire in un quartiere vero, a una passeggiata dalle stazioni e dai musei. Casa Gioberti, l'appartamento di Meet - Torino Apartments, si trova al piano rialzato di un palazzo signorile di via Gioberti, fra Crocetta e il centro. Il parcheggio è su strada a pagamento: una ragione in più per muoversi a piedi, come fanno da sempre i residenti.

Casa Gioberti fra Crocetta e il centro

Un bilocale multilivello di 55 mq per fino a 5 ospiti, al piano rialzato di un palazzo signorile, a pochi minuti da Porta Nuova: cucina attrezzata, soppalco per lettura o lavoro e self check-in autonomo.