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Dintorni · Città

Piazza San Carlo, il salotto di Torino

Portici seicenteschi, due chiese quasi gemelle, un duca a cavallo e i caffè storici: la piazza dove Torino si fa vedere al suo meglio, lungo la strada che da Porta Nuova porta al centro.

A circa 1,9 km Portici del Seicento
Piazza San Carlo
Piazza San Carlo.

I torinesi la chiamano il salotto della città, e la definizione regge anche dopo la decima visita. Piazza San Carlo è un grande rettangolo ordinato, con portici uguali sui due lati lunghi, in cui nulla alza la voce: è l'idea di eleganza sobria che Torino ha di sé. Da Casa Gioberti dista circa 1,9 km. Se passate da Porta Nuova, che è a circa 1,3 km da casa, vi basta imboccare via Roma: la strada vi porta dritti nella piazza, senza bisogno di mappa.

Una piazza nata per una capitale

Quando nel 1563 Emanuele Filiberto portò la capitale del ducato a Torino, la città cominciò a crescere verso sud. Lo spazio che oggi vedete fu disegnato nel Seicento dall'architetto Carlo di Castellamonte, durante la reggenza di Maria Cristina di Francia, secondo un progetto unitario: stesse facciate e stessi portici sui due lati lunghi, con lo stesso ritmo. Il nome ricorda san Carlo Borromeo.

Sul lato sud, dove la piazza si apre verso Porta Nuova, le chiese di San Carlo e di Santa Cristina affiancano lo sbocco di via Roma e chiudono la scena: si somigliano al punto da essere chiamate gemelle, anche se a guardarle bene gemelle non sono del tutto. Fermatevi qui e voltatevi: da questo punto si coglie meglio la misura dell'intero disegno.

Il Caval ëd Bronz

Al centro, sul suo piedistallo, c'è Emanuele Filiberto a cavallo. La statua equestre, opera di Carlo Marochetti, fu inaugurata nel 1838 e fu il primo grande lavoro dello scultore. Per i torinesi non è un monumento qualsiasi ma il «Caval ëd Bronz», il cavallo di bronzo: un nome in piemontese che dice quanto questa figura sia diventata di casa.

La piazza è stata anche teatro di storia meno composta. Nel settembre del 1864 i torinesi vi si radunarono per protestare contro lo spostamento della capitale a Firenze, e la protesta ebbe un esito tragico. Oggi, dopo la riqualificazione in vista delle Olimpiadi invernali del 2006, è soprattutto uno spazio in cui camminare con calma.

Sotto i portici, i caffè storici

Il modo giusto di vivere questa piazza è prendersi un momento sotto i portici. Il Caffè Torino è tra gli indirizzi storici più celebri della città, frequentato in passato da nomi come Pavese, Einaudi e De Gasperi, e anche la confetteria Stratta appartiene alla stessa tradizione. Un caffè, un cioccolato caldo o un calice a fine pomeriggio bastano per cogliere l'atmosfera sabauda di questi spazi, fatta più di misura che di sfarzo.

Se vi interessa l'argomento, l'articolo sul bicerin e i caffè storici racconta questa abitudine torinese più da vicino. La piazza si presta bene anche come snodo della giornata: il Museo Egizio è nelle vicinanze e proseguendo lungo via Roma si arriva a piazza Castello. Tornando verso Casa Gioberti, percorrere via Roma a piedi fino a Porta Nuova è la conclusione più semplice della serata.

Consigli pratici

  • Arrivate da Porta Nuova lungo via Roma: l'ingresso alla piazza da sud, fra le due chiese, è il più scenografico.
  • Sotto i portici si cammina al riparo anche quando piove, una comodità non da poco nelle giornate di novembre.
  • Controllate sui canali della Città di Torino: la piazza ospita spesso eventi e manifestazioni che possono cambiarne l'aspetto.
  • Abbinatela al Museo Egizio nella stessa giornata, tenendo la piazza per la pausa dopo la visita.