Nella Torino del Novecento nessun edificio racconta la città quanto il Lingotto. Per sessant'anni è stato una fabbrica di automobili, poi è diventato un frammento di città con negozi, uffici, spazi fieristici e un museo sul tetto. Dista circa 3,2 km da Via Gioberti, sulla direttrice di via Nizza, e si presta bene a una mezza giornata diversa dal solito giro del centro. Se del Museo dell'Automobile vi interessa la storia delle vetture, qui trovate quella di chi le costruiva.
Una fabbrica pensata in verticale
La Fiat fece costruire lo stabilimento negli anni della Prima guerra mondiale, su progetto dell'ingegnere Giacomo Mattè Trucco, e lo inaugurò nel 1923 alla presenza del re Vittorio Emanuele III. L'idea era insolita: invece di stendersi in orizzontale, la produzione saliva di piano in piano lungo un edificio di cinque livelli in cemento armato, retto da una griglia regolare di pilastri.
Le materie prime entravano in basso e le automobili finite uscivano in alto. Alle estremità, due grandi rampe elicoidali collegavano i piani e portavano le vetture fino in cima. Lì si trovava la parte più famosa dell'edificio: una pista di collaudo di circa un chilometro, con le curve sopraelevate, che ha fatto del tetto del Lingotto un'immagine riconoscibile in tutto il mondo. Anche il cinema se n'è accorto: nel film The Italian Job le automobili la percorrono a tutta velocità.
Dal 1982 a oggi: il recupero di Renzo Piano
La produzione di automobili si fermò nel 1982. Di fronte a un edificio enorme e ormai senza funzione, la città discusse a lungo sul suo destino, finché il progetto fu affidato a Renzo Piano. L'architetto conservò la struttura e ne cambiò l'uso: oggi ospita spazi commerciali, uffici, un albergo, un auditorium e, nelle vicinanze, il polo fieristico dove ogni anno si tiene il Salone del Libro.
Sul tetto Piano aggiunse due elementi che si riconoscono anche da lontano: una sala riunioni sferica di vetro, chiamata la Bolla, del 1994, e una teca di vetro e acciaio sospesa sopra la pista, aperta nel 2002 per accogliere la Pinacoteca.
La Pinacoteca Agnelli e la Pista 500
La Pinacoteca nasce dalla collezione di Giovanni e Marella Agnelli, che nel 2002 hanno donato al museo un nucleo di venticinque capolavori dal Settecento al Novecento, da Canaletto a Picasso, passando per Renoir e Matisse. Il numero è contenuto e questo è il suo pregio: la visita si fa senza fretta e ogni opera ha il suo spazio. Negli ultimi anni il museo ha aperto un programma di mostre temporanee dedicate all'arte contemporanea, che rinnova il motivo di tornare.
Dal 2021 l'antica pista è diventata la Pista 500, un percorso sul tetto con opere e installazioni commissionate ad artisti internazionali, fra piante e vista sulle montagne. Ci si arriva dalla biglietteria della Pinacoteca. La curva sopraelevata, costruita per le automobili, oggi si percorre a piedi, con la città tutto intorno.
Come arrivare dalla Crocetta
La strada più semplice è la metro. La linea 1 ha le fermate Re Umberto, a circa 1,2 km da casa, e Porta Nuova, a circa 1,3 km; da entrambe si scende verso sud fino alla fermata Lingotto, in via Nizza, vicina al complesso. Prima di partire guardate gli avvisi di GTT, perché la linea può avere variazioni di servizio. Chi ha voglia di camminare può anche farla a piedi, tenendo presente che il tratto è lungo. Il Lingotto si abbina bene a una tappa al vicino Museo dell'Automobile: i due luoghi si completano.
Dove dormire a Torino, fra il centro e il Lingotto
Se venite a Torino per una fiera o un salone al Lingotto, conviene una base che tenga insieme il polo fieristico e il centro storico. Meet - Torino Apartments si trova fra Crocetta e centro, a pochi minuti da Porta Nuova. Casa Gioberti ha un soppalco con poltrona e scrivania, utile per chi deve lavorare un'ora prima di cena, e una cucina attrezzata per evitare di mangiare sempre fuori. Il check-in è autonomo, dalle 15:00, comodo se arrivate dopo una giornata di stand.
Casa Gioberti fra Crocetta e il centro
Un bilocale multilivello di 55 mq per fino a 5 ospiti, al piano rialzato di un palazzo signorile, a pochi minuti da Porta Nuova: cucina attrezzata, soppalco per lettura o lavoro e self check-in autonomo.