La facciata rinascimentale in marmo chiaro del Duomo di Torino, Cattedrale di San Giovanni Battista, con la scalinata e la piazza davanti
Duomo di Torino, Cattedrale di San Giovanni Battista. Foto: Zairon · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Il 24 giugno a Torino non è un giorno come gli altri. È la festa di San Giovanni Battista, patrono della città, e chi abita qui lo sa perché gli uffici chiudono, le campane suonano più del solito e il centro cambia ritmo già dalla sera prima. Per chi arriva da fuori è un'occasione rara: una festa cittadina vera, fatta di riti antichi che i torinesi seguono ancora con affetto e con una punta di ironia, nei giorni in cui l'estate comincia sul serio.

Un patrono che dà il nome alla cattedrale

Il legame fra la città e il Battista si vede a colpo d'occhio: il Duomo, a circa 2,7 km da Via Gioberti, è la Cattedrale di San Giovanni Battista, e nei giorni della festa diventa il centro delle celebrazioni religiose, che affiancano il programma civile curato dalla Città di Torino. La sera della vigilia il campanile è protagonista della cosiddetta suonata della vigilia, mentre il giorno del 24 le campane delle chiese cittadine suonano a festa. La memoria di queste celebrazioni è lunga: le cronache raccontano di una città che già in epoca medievale si fermava per giorni interi, e la notte fra il 23 e il 24 giugno ha conservato anche in Piemonte quel sapore di solstizio che precede il cristianesimo.

Il farò e il toro che cade

Il momento più atteso arriva la sera del 23 giugno in piazza Castello, a circa 2,4 km da casa, dove viene acceso il farò: una grande catasta di legna con in cima la figura del toro, simbolo della città. L'accensione arriva dopo il corteo storico, e da quel momento gli occhi di tutti restano su una sola cosa: da che parte cadrà il toro. La tradizione vuole che la caduta verso Porta Nuova, cioè a sud, sia di buon auspicio per l'anno che viene, e che quella in direzione opposta lo sia molto meno. Ogni anno il risultato finisce sui giornali locali, commentato con la serietà scherzosa che a Torino si riserva alle cose importanti.

Il corteo, Gianduja e il pane di San Giovanni

Prima del falò sfila il corteo storico, con i figuranti in abiti d'epoca che attraversano il centro e raggiungono la piazza. Nel corso delle celebrazioni compaiono anche Gianduja e Giacometta, le maschere torinesi, che con la Famija Turineisa portano il pane di San Giovanni alle autorità. Il giorno del 24 il programma degli ultimi anni ha incluso sfilate di auto storiche, bande musicali, concerti di piazza e una fiaccolata sul Po, che dalle parti del Valentino risale verso il centro. Il calendario cambia da un'edizione all'altra, per cui conviene leggerlo a ridosso delle date sui canali della Città di Torino e di Turismo Torino e Provincia.

I fuochi della sera del 24

La festa si chiude con lo spettacolo pirotecnico, che nelle edizioni recenti si è tenuto in piazza Vittorio Veneto, sulla sponda del Po, accompagnato da musica. È il momento di maggiore affollamento: alcune aree vengono chiuse al pubblico per sicurezza, certi tratti di strada sono interdetti alle auto già dalle ore precedenti e il trasporto pubblico subisce variazioni. Le ordinanze cambiano ogni anno, quindi prima di uscire controllate i canali ufficiali del Comune e di GTT. Il consiglio più semplice resta quello di lasciare ferma l'auto e muoversi a piedi, tenendo conto che il rientro sarà lento e affollato.

Di giorno, il 24 è anche una buona data per i musei: negli ultimi anni alcune istituzioni civiche, fra cui la GAM, a circa 1,2 km da casa, sono rimaste aperte per la festa. Verificate sempre le aperture dell'anno in corso. Se invece viaggiate in un altro periodo, trovate le alternative di stagione in Torino in primavera e in estate.

Dove dormire per la festa di San Giovanni

Fine giugno è un periodo vivace e conviene decidere con un certo anticipo. Casa Gioberti, il bilocale di Meet - Torino Apartments in Via Vincenzo Gioberti 84, fra Crocetta e il centro, accoglie fino a 5 ospiti e ha l'aria condizionata, che a fine giugno fa comodo. Si arriva in autonomia con il self check-in, si esce a piedi verso piazza Castello e si rientra con la città ancora in festa alle spalle.

Casa Gioberti fra Crocetta e il centro

Un bilocale multilivello di 55 mq per fino a 5 ospiti, al piano rialzato di un palazzo signorile, a pochi minuti da Porta Nuova: cucina attrezzata, soppalco per lettura o lavoro e self check-in autonomo.